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Introduzione alle teorie narrative
Questo libro racconta la storia, le sfide e le trasformazioni di un campo di studi che nel tempo è profondamente mutato, e si confronta oggi con forme di narrazione proteiformi, che si pongono oltre la testualità tradizionale e chiamano in causa sempre nuovi mezzi d’espressione. Dopo un’ampia introduzione che disegna una mappa delle principali teorie del racconto, il volume ospita una ricca antologia di testi critici, in parte inediti in Italia, che segue il percorso di questa trasformazione. Un viaggio nella storia della teoria narrativa, al termine del quale poter ripensare in maniera più consapevole quella speciale arte dell’intaglio che, secondo Walter Benjamin, è l’arte di raccontare.
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Le strategie della narrazione
Se è vero come scriveva Giacomo Leopardi che «la lettura per l’arte dello scrivere è come l’esperienza per l’arte del viver nel mondo, e di conoscere gli uomini e le cose», allora saper cogliere le strategie della narrativa e della creazione artistica, saper individuare le voci che raccontano e i modi in cui raccontano, saper distinguere tra tempo della storia e tempo della narrazione o tra durata e ordine del racconto oppure tra un personaggio “classico” e uno “parcellizzato” significa, in realtà, fare un meraviglioso viaggio capace di immettere nei segreti dell’arte più antica del mondo, quella della comunicazione letteraria.
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Prove di lettura
Una certa prassi di editoria scolastica ha sommerso la letteratura italiana sotto commenti spesso mancanti di una glossa necessaria a far capire, in primo luogo, il significato delle parole d’autore, e secondariamente il valore di queste all’interno dell’architettura complessiva del messaggio letterario. E se Gianfranco Contini è invocato come modello di approccio critico, non se ne applica però quella che lui stesso ha definito «critica verbale». Queste Prove di lettura intendono riproporre un modo di affrontare il testo che ne penetri anzitutto le «parole», una per una nel loro significato, e tutte insieme nella loro costruzione grammaticale e sintattica. Raggiunto questo irrinunciabile momento di comprensione, si apre la strada per un commento che potrà sciogliere altri nodi, come quelli del rapporto con la storia e l’ideologia dell’epoca in cui il testo fu prodotto, con la soggettività dell’autore, con le fonti del suo messaggio passate e presenti, interne ed esterne (i cosiddetti rimandi intratestuali e intertestuali).
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Discorsi su scuola popolare e università
«Perché all’università la scienza libera ci arrivi bisogna che la società sia di tale assetto da produrne gli incentivi e le condizioni di esistenza. Coteste condizioni sono ora tali da permettere alla scienza di svolgersi fuori della cerchia dell’insegnamento in innumerevoli funzioni sociali. L’università, insomma, come è ora, è essa stessa un riflesso ed un risultato della vita sociale. Per ciò appunto i professori han cessato di essere una casta. L’opera nostra è tutta al giorno d’oggi nel lavoro, che non è un semplice attributo dei singoli cervelli nostri, ma è quello che si fa, si produce e si sviluppa per entro alla cooperazione di tanti discutitori, e critici, ed emuli, e concorrenti. Anche questo lavoro è, come tutti gli altri, fondato su la secolare accumulazione delle energie, e su l’esercizio della cooperazione sociale. Anche noi professori, con tutto quello che noi facciamo, noi siam vissuti dalla storia; che è la sola e reale signora di noi uomini tutti» (da L’università e la libertà della scienza, prolusione all’anno accademico 1896-97, Università di Roma).
Clueb
Il tempo del romanzo
Ogni racconto è, in fondo, uno stratagemma per ridurre l’estraneità del tempo. Non solo le trame inducono il lettore a prendere coscienza di sé in quanto essere gettato nel tempo, ma lo immergono in una temporalità radicalmente diversa da quella che domina la sua vita quotidiana scandita da impegni, esitazioni, rinvii e interruzioni. Il tempo del romanzo interroga il valore temporale della fruizione narrativa attraverso un’indagine storico-filosofica che ha il proprio baricentro nel romanzo moderno. In particolare, la tesi del libro è che la crescente importanza che la forma romanzo ha acquistato negli ultimi quattro secoli di storia europea sia da imputare non solo alla sua rappresentazione problematica della vita degli individui, come ha sostenuto György Lukács, ma anche al fatto che la lettura di romanzi implica un esercizio di pazienza narrativa, ossia l’affinamento di un tipo di attenzione capace di donare al lettore un’esperienza del tempo che, nel corso della modernità, la concomitanza di alcuni fattori ha reso non solo possibile, ma anche particolarmente preziosa.